Si può imparare a suonare la batteria senza avere la batteria? ecco il practice pad
C’è una cosa che forse un negoziante non ti dirà mai: per i primi mesi, per imparare la batteria, la batteria non serve. Hai letto bene. Sembra un paradosso, eppure si può davvero imparare a suonare la batteria senza averne una, grazie a un piccolo accessorio che vale oro: il practice pad. Vediamo cos’è e perché è il migliore amico dei principianti, dei genitori e, soprattutto, dei vicini di casa.
Cos’è il practice pad
Il practice pad, che potremmo chiamare il “tappetino magico”, è in pratica un dischetto di gomma su cui si batte con le bacchette. Sembra poca cosa, eppure fa quasi tutto ciò che serve all’inizio. Costa pochissimo, non pesa niente, entra in uno zaino e, dettaglio che tutta la famiglia apprezzerà, è silenzioso: ci si può suonare anche alle dieci di sera senza che nessuno bussi al muro.
Cosa si impara davvero su un pad
La vera domanda è: cosa si impara su un pad? Moltissimo. Si impara a tenere le bacchette nel modo corretto, si allena il colpo e il rimbalzo, si studiano i primi rudimenti (i “mattoncini” con cui poi si costruisce tutto) e, cosa fondamentale, si allena il senso del tempo. Sono esattamente le abilità che fanno la differenza tra chi suona bene e chi semplicemente picchia a caso. La batteria vera aggiungerà i piedi e il piacere di avere tanti suoni diversi, ma le fondamenta si posano proprio qui.
Il vantaggio che i genitori non considerano
C’è poi un beneficio a cui spesso non si pensa subito: il pad è il modo più economico e intelligente per capire se la passione è reale prima di spendere. Quante volte un bambino giura amore eterno a uno strumento e dopo due settimane lo guarda come un soprammobile? Con il tappetino, se la voglia c’è, si vede in fretta. E a quel punto si compra la batteria con la certezza che non finirà a prendere polvere.
Iniziare dal pad non è “barare”
Partire dal tappetino non significa affatto prendere una scorciatoia. Anzi, è la mossa più sensata: si costruisce una base solida, in silenzio, senza pressioni e senza svuotare il portafoglio. Poi, quando arriva la batteria vera, ci si siede e si scopre che le mani sanno già cosa fare. Una bella soddisfazione. Al laboratorio Bacchette Magiche partiamo spesso proprio da qui, con i primi esercizi sul pad, per costruire basi corrette fin dall’inizio. Se vuoi sapere esattamente quando iniziare approfondisci in questo articolo.
Risposte alle domande che i genitori mi fanno spesso
Sì, almeno per i primi mesi. Con un practice pad si allenano impugnatura, colpo, rimbalzo, rudimenti e senso del tempo: cioè le fondamenta del suonare. La batteria vera aggiunge i piedi e la varietà di suoni, ma le basi si costruiscono sul pad.
È un dischetto di gomma su cui si batte con le bacchette. Serve ad allenare la tecnica delle mani in modo silenzioso ed economico. È leggero, portatile e permette di esercitarsi a qualsiasi ora senza disturbare nessuno. Scopri i benefici in questo articolo.
Pochissimo, soprattutto se paragonato a una batteria. È uno degli accessori più economici per iniziare, ed è anche il modo più furbo per capire se la passione è solida prima di investire nello strumento.
Sì, è ideale. Permette ai più piccoli di imparare le basi senza fare rumore e senza bisogno di molto spazio, costruendo da subito abitudini corrette che renderanno più facile il passaggio alla batteria vera.
Non c’è una regola fissa: dipende dai progressi e dalla motivazione del bambino. Il pad è perfetto per i primi mesi; quando le basi sono solide e la passione è confermata, è il momento giusto per aggiungere lo strumento.
Assolutamente sì. Anche i batteristi esperti lo usano per scaldarsi e allenare la tecnica in silenzio. È uno strumento di studio utile per tutta la vita, non solo all’inizio.